Ferocemente anti nazista e anti fascista, contro ogni proprio interesse personale rifiutando sistematicamente le offerte di lavoro del ministro della propaganda del Terzo Reich – Marlene Dietrich sostenne fortemente l’emigrazione clandestina di ebrei ed altri soggetti perseguitati.

La sua vita tra il 1930 e il 1945 è stata raccontata nel film Marlene, e tantissime sono le biografie su di lei. Tra il 1925 e il 1929 vive a Berlino poi, ad aprile 1930, la sera del debutto del film L’angelo azzurro, Marlene lascia Berlino per Hollywood, firmando il suo primo contratto con la Paramount.

L’impatto di Marlene Dietrich sul pubblico che affollava le sale cinematografiche degli anni Trenta e Quaranta fu immediato, trionfale e travolgente. La sua voce, le sue gambe leggendarie, il fisico androgino, ma anche quell’aria ironica e beffarda che adottò spesso nelle scene erotiche dei suoi film, o con le quali sfoggiò mises fra le più deliranti che i costumisti di Hollywood abbiano mai concepito, fecero di lei una star di prima grandezza, una donna-simbolo, un modello da imitare. Questo volume è l’unica biografia della Dietrich che oltre a ripercorrerne la carriera di attrice e cantante ne esamina da vicino lo stile, studiandone l’abbigliamento, il trucco, la pettinatura, cercando di cogliere le ragioni che hanno concorso a fare di lei un mito senza tempo.

Ma l’ambiente di Hollywood era ufficialmente molto puritano, dopo l’approvazione nel 1929 del tristemente noto “codice Hays”, che metteva al bando l’“immoralità” sia sullo schermo che nella vita privata degli attori dando il via alla “caccia alle streghe” del senatore McCarthy negli anni Cinquanta.

Dal nazismo passò sotto un’altra forma di censura che, però, seppe fronteggiare bene.

Nei suoi film giocò spesso il ruolo di fredda e sardonica “donna fatale”, talvolta in abiti maschili, come nella vita. I suoi numerosi love affairs con donne e uomini erano pubblici, e poche altre attrici si sono meno preoccupate di tutelare la propria privacy.

Arrivò ad affermare che “In Europa non conta se sei un uomo o una donna. Noi facciamo l’amore con chiunque troviamo attraente”.

Si ritirò dalle scene nel 1975 e andò a vivere a Parigi per tutto il resto della sua vita, in semi-reclusione. Morì a 91 anni nella sua casa di Parigi per una grave atrofia muscolare, e dietro sua richiesta venne sepolta accanto alla tomba di sua madre a Berlino.

Marlene Dietrich sostenne fortemente l’emigrazione clandestina di ebrei

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